Newsletter AIFET · N. 0 · Ottobre 2026
In questa pagina sono riportati gli approfondimenti e i documenti segnalati nel primo numero della newsletter AIFET, inviata ai soci in data 15 ottobre 2026 e disponibile nella sezione Newsletter del sito.
Documenti di policy · Italia
Prime Linee guida italiane specifiche sui tumori eredo-familiari
A luglio 2026 AIOM ha pubblicato le prime linee guida italiane dedicate alle sindromi di predisposizione ereditaria ai tumori associate ai geni della ricombinazione omologa, quindi in particolare BRCA1/BRCA2 e geni correlati.
Il commento di Maria Grazia Tibiletti
Dopo un percorso di condivisione tra diverse società scientifiche e il vaglio del ministero della salute, AIOM ha editato per la prima volta Linee guida italiane “Sindromi di predisposizione ereditaria ai tumori: tumori associati alla ricombinazione omologa”.
Queste linee guida tracciate con l’aiuto dei metodologi e la revisione della letteratura hanno i seguenti obiettivi:
a) migliorare l’appropriatezza prescrittiva dei test genetici e degli esami previsti nell’ambito dei programmi di sorveglianza clinico-strumentale
b) implementare l’identificazione tempestiva dei portatori di varianti patogenetiche sia nella popolazione dei pazienti oncologici che nei familiari sani (test a cascata), al fine di consentire scelte terapeutiche personalizzate e specifici percorsi di sorveglianza e prevenzione;
c) ridurre la morbidità dei tumori associati a varianti patogenetiche dei geni BRCA1/2 e di altri geni della ricombinazione omologa, attraverso l’implementazione di strategie di riduzione del rischio e di programmi di sorveglianza appropriati
d) contribuire alla riduzione della mortalità cancro-specifica nei gruppi in cui esistono evidenze di beneficio delle strategie preventive e di sorveglianza intensiva
e) promuovere decisioni condivise e supporto psicologico adeguato per soggetti con sindromi di predisposizione a tumori associate ai geni della ricombinazione omologa e per i loro familiari.
Documenti di policy · Internazionali
ACMG: Inherited cancer risk on a continuum
Pal T, et al. Consideration of inherited cancer risk on a continuum: An international and multidisciplinary perspective: A points to consider statement of the ACMG. Genetics in Medicine. 2026;28(3):101659. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/41618953/
Il punto innovativo di questo documento è il superamento della visione binaria “sindrome ereditaria sì/no” verso una concezione del rischio genetico oncologico come continuum. È particolarmente importante per la pratica perché affronta implicitamente il problema di chi si trova nella zona grigia.
Documenti di policy · Internazionali
ENIGMA: Nuove raccomandazioni sul reporting delle varianti germinali
De Nicolo A, et al. Updated ENIGMA recommendations for reporting germline variants in cancer susceptibility genes and their translation into twenty languages. Journal of Medical Genetics. 2026. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/42135054/
Questo recente position statement del consorzio internazionale ENIGMA aggiorna le raccomandazioni per la refertazione delle varianti germinali nei geni di suscettibilità al cancro, con l’obiettivo di promuovere una terminologia più chiara, uniforme e condivisa tra professionisti sanitari e pazienti. Il lavoro mira a ridurre il rischio di incomprensioni nell’interpretazione dei risultati ed a favorire decisioni cliniche più appropriate e coerenti nei diversi contesti sanitari.
Documenti di policy · Internazionali
ACMG: VUS Reporting
Mighton C, et al. Points to consider for the reporting of variants of uncertain significance in germline genetic and genomic testing: A statement of the American College of Medical Genetics and Genomics (ACMG). Genetics in Medicine (2026), 102583. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/42287277/
In questo nuovo documento, l’ACMG propone criteri aggiornati per la refertazione delle VUS, introducendo una classificazione in sottocategorie per migliorare l’interpretazione dei risultati e supportare decisioni cliniche più appropriate. Un contributo destinato a influenzare significativamente la pratica laboratoristica e clinica di chi si occupa di genetica molecolare, oncologica e non.
Documenti di policy · Internazionali
ERN GENTURIS: Counselling sulle opzioni riproduttive
Farschtschi SC, et al. ERN GENTURIS guideline on counselling on reproductive options for individuals with a cancer predisposition syndrome (including genturis). European Journal of Human Genetics, 2026;34:307-313. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/41530368/
Il documento di ERN GENTURIS definisce 16 raccomandazioni per garantire un counseling riproduttivo proattivo, multidisciplinare e personalizzato, affrontando temi cruciali come PGT, diagnosi prenatale e preservazione della fertilità. Una lettura essenziale per tutti i professionisti coinvolti nella presa in carico delle famiglie con predisposizione ereditaria al cancro.
Spunti dalla letteratura · Studio AIFET
Indicatori di qualità nell’identificazione e gestione dei pazienti con predisposizione genetica al cancro: proposta AIFET
Remo A, Tibiletti MG, Rossi GB, Carnevali I, Oliani C. Quality indicators in identification and care of patients with genetic predisposition to cancer: An AIFET proposal. Tumori. 2026 Jun 30:3008916261451688. https://doi.org/10.1177/03008916261451688
In questo lavoro l’AIFET presenta, per la prima volta in letteratura, un set di 37 indicatori di qualità finalizzati a valutare e ottimizzare l’identificazione e la gestione dei pazienti con predisposizione genetica al cancro. L’applicazione di questi indicatori nei centri italiani è stata valutata attraverso un’indagine nazionale condotta dall’Associazione. I risultati della survey mostrano ampia variabilità di comportamenti tra i centri e, di conseguenza, la necessità di migliorare l’applicazione sistematica dei test genetici, della sorveglianza e delle misure di riduzione del rischio nel nostro Paese.
Il commento di Andrea Remo
Questa proposta AIFET nasce con l’obiettivo di offrire uno strumento che migliori il coordinamento e rafforzi i servizi che si occupano di tumori eredo-famigliari nel nostro paese.
Gli indicatori di qualità sono stati sviluppati da un comitato scientifico dedicato, focalizzandosi principalmente su quattro macro-aree: a) Sindrome di Lynch b) Sindrome poliposica familiare c) Sindrome dei tumori ereditari della mammella e dell’ovaio d) Sindrome da predisposizione al melanoma. Queste specifiche sindromi sono state selezionate poiché, essendo le più diffuse e rilevanti nella pratica clinica, rappresentano una realtà assistenziale complessa ma costante in qualsiasi struttura sanitaria, indipendentemente dalla sua tipologia o dimensione.
| Section A | Quality indicators for familial/hereditary cancer clinics: general items | Evaluation |
|---|---|---|
| A.1 | Identification of the representative for the certification process | Name |
| A.2 | Presence of a specific care pathway for inherited breast cancer | 10 |
| A.3 | Presence of a specific care pathway for inherited colorectal cancer | 10 |
| A.4 | Presence of a specific care pathway for inherited gynaecological cancers | 10 |
| A.5 | Presence of a specific care pathway for inherited melanoma | 10 |
| A.6 | Visibility on the website of pathways for cancer predisposition syndromes | 5 |
| A.7 | Direct access to cancer predisposition syndrome services (by email, telephone ….) | 10 |
| A.8 | Availability on-site or on convention for Cancer Genetic Counselling service | 20 |
| A.9 | Availability on-site or on convention for genetic tests to identify cancer predisposition syndromes of breast, ovarian, colorectal cancers and melanoma | 20 |
| A.10 | Quality certified genetic testing laboratory | 20 |
| A.11 | Availability on-site or on convention for genetic tests to identify specific genetic variants in family members | 20 |
| A.12 | Healthcare pathway for subjects at high cancer risk | 20 |
| A.13 | Availability of Psycho-oncology support specific to cancer predisposition syndromes | 10 |
| Section B | Quality indicators for familial/hereditary breast and ovarian cancers | Evaluation |
|---|---|---|
| B.1 | Multidisciplinary team for inherited cancers discussion | 20 |
| B.2 | Availability of procedures for exemption from co-payment for services inherited -related for carriers of pathogenic variants at high cancer risk | 10 |
| B.3 | Dedicated radiology slots for screening in carriers of pathogenic variants | 20 |
| B.4 | Appropriate follow-up for carriers of pathogenic variants of cancer genes | 20 |
| B.5 | Availability of gynaecological risk-reduction surgery | 10 |
| B.6 | Availability of breast risk-reduction surgery | 10 |
| B.7 | Availability of multigene panel testing for hereditary breast/cancer, including genes other than BRCA1 and BRCA2 | 5 |
| B.8 | Availability of follow-up for organs (ie, pancreas, prostate) other than breast and ovary in carriers of pathogenic variants | 10 |
| Section C | Quality indicators for familial/hereditary colorectal cancer and polyposes | Evaluation |
|---|---|---|
| C.1 | Multidisciplinary team for inherited cancers and polyposis discussion | 20 |
| C.2 | Synergic cooperation between inherited cancer team and polyposis team | 10 |
| C.3 | Availability of universal screening for MMR defects on colorectal and endometrial cancers and alert for Genetic counselling in the presence of MMR defect | 20 |
| C.4 | Availability of reflex test for BRAF mutation and MLH1 promoter methylation analyses | 5 |
| C.5 | Availability of procedures for exemption from co-payment for services inherited -related for carriers of pathogenic variants at high cancer risk | 10 |
| C.6 | Dedicated endoscopy slots for carriers of pathogenic variants of cancer genes | 10 |
| C.7 | Appropriate gynaecologic follow-up for carriers of pathogenic variants | 10 |
| C.8 | Availability of specific surgery procedures for ileo-rectal anastomosis and procto-colectomy with pouch | 10 |
| C.9 | Availability of gynaecological risk-reduction surgery | 10 |
| C.10 | Availability of dedicated software for clinical history of polyps | 5 |
| C.11 | Availability of multigene panel testing for hereditary colorectal cancers and polyposis syndromes | 20 |
| Section D | Quality indicators for familial/hereditary melanoma | Evaluation |
|---|---|---|
| D.1 | Multidisciplinary team for inherited melanoma discussion | 20 |
| D.2 | Availability of multigene panel testing for hereditary melanoma | 20 |
| D.3 | Availability of procedures for exemption from co-payment for services inherited -related for carriers of pathogenic variants at high cancer risk | 10 |
| D.4 | Dedicated video-dermatoscopy slots for carriers of pathogenic variants | 10 |
| D.5 | Availability of surveillance for organs other than the skin (ie, pancreas) | 5 |
Questi 37 indicatori sono stati testati nei centri AIFET che hanno aderito all’invito di compilare un questionario ad hoc. In totale, 22 centri (con sede in ULSS, IRCCS, Università), hanno risposto e inviato dati sullo stato degli indicatori nella loro struttura. I risultati indicano un’ampia variabilità tra centri e specifiche sindromi. Ad esempio, i dati mostrano come tra i 22 centri vi sia minor attenzione sul melanoma rispetto alle altre neoplasie ereditarie: il gruppo multidisciplinare per questa patologia è presente solo nel 41% dei centri, con uno specifico percorso di cura presente per il melanoma ereditario solo nel 32%.
Nel complesso comunque la situazione italiana rappresentata da questi centri mostra un buon livello per la maggior parte degli indicatori, anche se alcuni punti specifici sono notevolmente da migliorare come ad esempio gli slot endoscopici dedicati e/o la presenza di un software per rilevare >10 polipi intestinali cumulativi.

In conclusione, gli indicatori di qualità proposti da AIFET risultano essere un pratico strumento per valutare e migliorare i percorsi diagnostici e di presa in carico delle famiglie con predisposizione ereditaria ai tumori, in modo da assicurare una implementazione sistematica dei test genetici, della sorveglianza e delle strategie di riduzione del rischio.
Spunti dalla letteratura
La metilazione costitutiva del promotore di BRCA1 è un marcatore di rischio oncologico?
Kayali M, et al. Constitutional BRCA1 Promoter Methylation in Patients With Ovarian Cancer: Results of the Observational AGO-TR1 Study. JCO Precis Oncol. https://doi.org/10.1200/PO-25-01230
Liu ET, et al. Prevalence of BRCA1 Promoter Methylation in Cohorts of Individuals With and Without Cancer Assessed by Circulating Cell-Free DNA. JCO Precis Oncol. https://doi.org/10.1200/PO-25-00854
La riflessione di Sofia Facchi e Maria Grazia Tibiletti
La metilazione del promotore di BRCA1 provoca il silenziamento trascrizionale del gene riducendone l’espressione e la funzionalità onco-soppressiva, causando un fenotipo tumorale con deficit della ricombinazione omologa.
Dati di letteratura dimostrano che l’ipermetilazione del promotore di BRCA1 è presente in circa il 20-27% dei tumori ovarici e dei tumori tripli negativi della mammella e questo evento epigenetico è dimostrato come la causa della cancerogenesi di queste neoplasie. La presenza di metilazione di BRCA1 nel tessuto risulta essere mutualmente esclusiva con varianti patogenetiche somatiche e germinali nei geni BRCA1/2.
L’ipermetilazione di BRCA1 può essere costituzionale se identificata nel sangue periferico degli individui e viene definita come epimutazione primaria, avvenuta durante una fase precoce di sviluppo embrionale, coinvolgendo un singolo allele e talvolta con presentazione a mosaico. In rarissimi casi descritti questo evento epigenetico si presenta come epimutazione secondaria, causata da una variante ereditabile al 5′ UTR del gene BRCA1. Nelle famiglie dove è stata identificata tale variante, la variante e la metilazione di BRCA1 segregano insieme in diversi membri sia sani che affetti da tumori dello spettro della sindrome. La sindrome di predisposizione al cancro della mammella e dell’ovaio in queste famiglie è dimostrata essere causata dalla presenza in cis della variante in 5’UTR associata al silenziamento epigenetico del gene BRCA1.
Recentemente due pubblicazioni scientifiche su Journal of Clinical Oncology riportano dati sulla presenza di ipermetilazione costitutiva del promotore di BRCA1 in una coorte di pazienti affetti da neoplasia rispetto a soggetti controllo.
Il primo lavoro (Mohamad Kayali et al. 2026) indaga la presenza di metilazione in 476 individui-controllo sani e in 473 pazienti con carcinoma epiteliale ovarico sia a livello somatico che germinale, con un approccio quantitativo di real-time PCR metilazione specifico (PCR qMSP) utilizzando come cut-off di metilazione un risultato maggiore dell’1%. I dati ottenuti dimostrano che la metilazione costitutiva di BRCA1 era significativamente più frequente nei campioni di sangue di pazienti affetti da cancro ovarico (8.9%) rispetto ai soggetti controllo (5.5%). Inoltre la metilazione costitutiva era meno frequente nei pazienti affetti da cancro dell’ovaio portatori di varianti patogenetiche dei geni di predisposizione rispetto ai non portatori. La presenza di metilazione costitutiva di BRCA1 non era associata né ad una storia famigliare di cancro né a terapie a base di platino precedenti alla valutazione della metilazione, ma era, al contrario, associata alla presenza di metilazione somatica nel rispettivo tumore ovarico.
Il secondo lavoro (Edison T. Liu et al. 2026) ha utilizzato campioni di biopsia liquida per analizzare la metilazione di BRCA1 da cfDNA estratto da plasma di 2849 soggetti affetti da cancro in 15 sedi diverse arruolati in altri studi clinici in confronto a casi controllo non affetti da cancro. L’approccio metodologico utilizzato si basa su un saggio sviluppato per identificare le signature di metilazione tumorale (MCED). Il test di metilazione si è focalizzato sulle regioni del promotore di BRCA1 e il valore soglia di positività è stato definito quando almeno 4 siti CpGs sono risultati metilati su un frammento informativo.
Nella coorte di soggetti sani è stata identificata la metilazione di BRCA1 nel 4.1% dei campioni di cfDNA, con incidenza maggiore nelle donne rispetto agli uomini. Nella coorte di pazienti affetti da cancro la presenza di metilazione è significativa in donne affette da TNBC (15.2%) e tumore ovarico (13.9%) rispetto alle altre neoplasie prese singolarmente; questa distribuzione è comparabile a quella riscontrata dai dati ottenuti dai tessuti tumorali. Inoltre, viene dimostrato che la frazione di metilazione di BRCA1 nel cfDNA di queste pazienti correla positivamente con la frazione tumorale nel plasma sia per i TNBC sia per i carcinomi ovarici.
Queste pubblicazioni riportano dati solidi e convincenti, e utilizzando approcci metodologici diversi concludono che la metilazione costitutiva del promotore di BRCA1 è correlata al rischio di cancro ed è un biomarcatore affidabile sia per la stratificazione del rischio di insorgenza di tumori, principalmente TNBC e tumori ovarici, sia per la gestione terapeutica.
Ad oggi la valutazione della metilazione costitutiva di BRCA1 non è ancora utilizzabile nella pratica clinica, non è noto infatti quale sia l’impatto sulla definizione del rischio, non ci sono consensi riguardo alle strategie e ai valori soglia da utilizzare a livello sperimentale ed ancora non è nota la causa dell’epimutazione costituzionale primaria. Studi futuri su larga scala aiuteranno a comprendere l’utilità predittiva della metilazione di BRCA1 in termini di rischio e di outcomes terapeutici.
Spunti dalla letteratura · Chirurgia di riduzione del rischio
Surgical Management of Early-Onset Breast Cancer Among Young BRCA1 and BRCA2 Carriers
Wong SM et al., JAMA Network Open. 2026;9(8):e2630856. https://doi.org/10.1001/jamanetworkopen.2026.30856
Questo articolo è rilevante perché l’approccio chirurgico alle giovani pazienti portatrici di VP BRCA1/2 con neoplasia mammaria è da tempo oggetto di grande interesse e di controversie legate all’evoluzione della gestione di queste pazienti, sfera che riguarda non solo il tipo di intervento ma anche l’outcome inteso in senso globale (sopravvivenza, qualità di vita). Sono infatti tuttora contemplate dalle più recenti Linee guida e Raccomandazioni tutte le varie opzioni (chirurgia conservativa, mastectomia unilaterale o bilaterale) e sono numerosi i fattori che ne possono condizionare la scelta ma rimane tuttora controverso l’impatto sulla sopravvivenza delle differenti procedure, con un emergente vantaggio in alcune pubblicazioni della mastectomia bilaterale.
La riflessione di Daniela Terribile
Questo articolo è importante perché questo studio di coorte, sia pur retrospettivo, ha caratteristiche di rappresentatività numerica e inquadramento spazio-temporale decisamente ampi: dati su 4725 pazienti su 5660 eleggibili derivanti da 109 centri diffusi in ben 5 continenti (mentre generalmente prevalgono studi mono-istituzionali, oltre ovviamente alle meta-analisi); periodo esteso di raccolta dei casi 2000-2020, ovvero 20 anni utili per valutare l’evoluzione dell’approccio. Lo studio è stato condotto da un gruppo internazionale dedicato specificatamente alle donne giovani BRCA carriers (BRCABCY COLLABORATION) con recenti pubblicazioni inerenti i vari aspetti di questa particolare fascia di pazienti. In questo caso l’attenzione è stata posta, ben evidenziabile anche dalle numerose e circostanziate tabelle presenti nel testo, sui principali fattori condizionanti la scelta chirurgica.
I risultati dello studio indicano come elementi più rilevanti per l’attuazione di una mastectomia bilaterale il timing in cui viene richiesto il test genetico e la distribuzione geografica, e offrono alcuni spunti di riflessione alla luce delle attuali conoscenze.
In ordine al rilievo di un aumento dell’effettuazione del test genetico al momento della diagnosi dal 9.1% nel 2000 al 66% dei casi nel 2020 si deve considerare che il timing del test dipende non solo dal livello di preparazione del chirurgo in ambito di neoplasie eredo-familiari (evoluzione del modo di agire del chirurgo di fronte ad una giovane donna BRCA carrier con neoplasia mammaria ad es. timore di perdere tempo ai fini chirurgici) ma anche dall’accessibilità al test e alla consulenza genetica e dalla possibilità di ottenere in tempi rapidi l’esito del test. Il dato è certamente migliorato negli anni ma ancora migliorabile poiché sarebbe auspicabile che oltre il 90% delle donne con neoplasia della mammella early onset venisse automaticamente screenato per BRCA1/2 al momento della diagnosi al fine di garantire adeguate e ponderate scelte sul piano chirurgico e terapeutico (possibilità di impiego di Parp inibitori), in grado di influire su outcome di sopravvivenza globale e libera da malattia. Una maggiore sollecitudine nell’attuazione del test genetico alla diagnosi, come ormai noto, produce differenza dell’approccio: più spesso si ottiene l’esito contestualmente alla diagnosi, maggiore viene riportato il ricorso ad una mastectomia bilaterale. Altrettanto più frequente è la mastectomia bilaterale anche dopo terapia neoadiuvante perché verosimilmente, nella pratica corrente, vi è più tempo per ottenere risultati del test, per effettuare un’accurata valutazione multidisciplinare ed una maturazione della scelta di mastectomia pur in presenza di risposta completa al trattamento eseguito.
La riportata evoluzione temporale del tipo di intervento, con calo della chirurgia conservativa dal 55.7% del 2000 al 27% del 2020 con aumento della mastectomia bilaterale addirittura raddoppiata dall’8% del 2000 al 44.4% del 2020, è esperienza condivisa anche nelle Breast Units italiane (vedi lavoro Senonetwork Tinterri, C et al Curr. Oncol. 2024, doi.org/10.3390/curroncol31070282) e, oltre ad essere legata ad una maggiore consapevolezza e richiesta delle pazienti stesse, è certamente supportata da un’aumentata disponibilità di ricostruzione immediata. Ovviamente, anche questo è un effetto importante dell’avvenuta evoluzione e specializzazione dell’approccio chirurgico senologico legato alla disponibilità routinaria di una specifica competenza specialistica (chirurgia plastica e oncoplastica), di spazi e tempi operatori dedicati (tempo operatorio raddoppiato rispetto a intervento unilaterale) e di differenti meccanismi di rimborso (DRG legati alla ricostruzione, sistema sanitario pubblico o sistema assicurativo), dettagli questi peraltro non analizzati in questo studio ma che possono fare la differenza nei risultati.
Il maggior ricorso a mastectomie bilaterali nelle pazienti portatrici di VP BRCA1 rispetto alle pazienti portatrici di VP BRCA2, e la correlazione inversa tra stadio e mastectomia bilaterale, sottolineano l’importanza di una valutazione del rischio individuale di second breast cancer o quello relativo ad una nuova comparsa di malattia a distanza.
Inoltre, altri importanti elementi implicati nella scelta dell’intervento (aspetti non espressamente riportati in questo lavoro ma oggetto di altre pubblicazioni anche dello stesso gruppo collaborativo) sono il vissuto personale e familiare della paziente, la sua percezione di immagine corporea, il planning familiare in termini di gravidanza e allattamento.
Infine, la documentata differenza dei dati raccolti a seconda dell’area geografica (con un netto gradiente a favore dei paesi tipo gli USA rispetto ad Asia e Africa), non solo per “income” ma anche per motivazioni socio-culturali e differenze di sistema sanitario, tende ad evidenziare gli elementi di diseguaglianza e disparità sociale certamente ancora presenti.
In conclusione, i contenuti del paper analizzato e delle riflessioni che ne sono derivate ribadiscono non solo la complessità del processo di decision making dell’approccio chirurgico, l’importanza della consapevolezza di considerare sempre tempestivamente la paziente early onset da parte di chirurghi e team opportunamente formati su questi temi, ma soprattutto l’accessibilità a centri qualificati dotati di percorsi dedicati alle patologie neoplastiche eredo-familiari e rispettosi degli indicatori relativi, tema questo assolutamente “caro” ad AIFET.
Spunti dalla letteratura · Chirurgia di riduzione del rischio
Projected Benefit of Bilateral Salpingo-Oophorectomy by Age in BRCA Carriers
Giannakeas V et al., JAMA Surg. Published online September 23, 2026. https://doi.org/10.1001/jamasurg.2026.4356
Questo studio osservazionale prospettico su 5713 donne portatrici di varianti BRCA1/2 fornisce una stima quantitativa del rischio residuo di carcinoma ovarico in funzione dell’età, evidenziando che il rischio non si annulla con l’avanzare degli anni. I risultati sottolineano l’importanza di personalizzare il timing della salpingo-ovariectomia profilattica, bilanciando rischio oncologico, desiderio riproduttivo e conseguenze della menopausa chirurgica. Lo studio offre quindi dati empirici per il counselling individuale, soprattutto nelle donne che valutano di posticipare l’intervento.
Spunti dalla letteratura · Undiagnosed patients
Genome Sequencing of Undiagnosed European Patients Suspected of Hereditary Cancer: Diagnostic Yield and Identification of Candidate Causative Variants
Martins N et al. JCO Precis Oncol. https://doi.org/10.1200/PO-25-00354
Quanto può aggiungere il sequenziamento dell’intero genoma nei casi di sospetto tumore ereditario ancora irrisolti? In una coorte europea di pazienti altamente selezionati e già negativi ai test standard, il WGS ha permesso di identificare diagnosi sfuggite ai percorsi diagnostici convenzionali, evidenziando il valore della ricerca di mosaicismi, varianti strutturali e alterazioni non codificanti. Uno studio che riapre il dibattito sul ruolo del risequenziamento/rianalisi dei dati nei casi più complessi.
Spunti dalla letteratura · Special issue
European Journal of Human Genetics, Special Collection on Hereditary Cancer
Volume 34 Issue 9, September 2026. Editors Maurizio Genuardi e Laura Valle.
Con piacere vi segnaliamo questo numero speciale dell’European Journal of Human Genetics che vede coinvolto il Presidente AIFET. Troverete articoli di recensione, commenti e ricerche originali che riflettono l’ampiezza e la rapida evoluzione della genetica dei tumori ereditari. I temi includono l’integrazione dell’oncologia di precisione nella cura dei tumori ereditari, approcci innovativi di sequenziamento, l’interpretazione funzionale e computazionale delle varianti, il ruolo dei punteggi di rischio poligenico (PRS) nella stratificazione del rischio di cancro, strategie per migliorare la rilevazione precoce del cancro e l’accesso equo ai test genetici, e gli aspetti psicosociali dei tumori ereditari.
Di cosa si è parlato ai congressi · Verona, 25 settembre 2026
Sindromi ereditarie di predisposizione oncologica in età senile
Il 25 settembre 2026 si è tenuto a Verona presso il teatro Gresner, un congresso organizzato dal Dott. Remo (Anatomia Patologica) e dalla dott.ssa Cecchini (Geriatria) dell’ospedale di San Bonifacio (ULSS9), riguardante il tema delle predisposizioni genetiche ai tumori in età senile, che ha visto la partecipazione di alcuni membri AIFET.
In tale sede si è discusso all’interno della oncogeriatria di vari argomenti a partire dal concetto di anziano che teoricamente in Italia, vista l’età media di sopravvivenza (83 aa uomini e 87 aa donne), sarebbe da far salire a 73 aa per gli uomini e 77 aa per le donne. Il concetto convenzionale di 65 aa probabilmente non è più attuale e forse andrebbe fatto salire ad almeno 70 aa. Inoltre, si è affrontato quali possano essere i vantaggi di una diagnosi di sindrome ereditaria in tale fascia d’età.
Dal punto di vista generale, si è affrontato quel poco presente in letteratura convergendo sul fatto che tali patologie, ovviamente meno frequenti in età senile, siano meno conosciute e riconosciute e abbiano caratteristiche differenti da quelle diagnosticate negli early onset o negli adulti. In tale fascia d’età sono molto meno frequenti le patologie autosomiche dominanti o l’eterozigosi negli autosomi recessivi ma sono molto più frequenti le penetranze incomplete e/o gli alleli ipomorfi con proteine meno funzionanti. In tal guisa ci si chiedeva se l’approccio investigativo in questo background di pazienti dovrebbe essere diverso da quello della controparte non anziana. Infatti, spesso si usano gli stessi criteri di riconoscimento, gli stessi panel multigenici e le stesse modalità traslandole dagli adulti o dai tumori in età giovanile e questo potrebbe essere un limite. Ci si è salutati con l’idea di costruire un progetto di raccolta dati comune insito in AIFET aperto a chiunque voglia parteciparvi rilanciando il tema a un prossimo incontro all’interno di un congresso di geriatria già in corso di programmazione e di cui daremo visibilità.

